sabato 12 novembre 2011

MO BASTA!

Quella di oggi è stata una lunga giornata, diversa dalle solite. Abbiamo partecipato alla manifestazione di Crotone contro il commissariamento all'emergenza rifiuti, organizzata dalla Rete Difesa del Territorio Franco Nisticò. Una giornata diversa, dedicata alla cittadinanza attiva. Sin dal raduno alla discarica di Farina Trappeto, si viveva un'atmosfera particolare. Ci si guardava in viso con gli altri manifestanti, nuovi volti divenivano familiari. Addirittura al solo sguardo ci si trasmettavano sensazioni, emozioni, forza. Ci hanno contati, alcuni dicono 2000, altri 5000 persone... non lo sappiamo. Quello che sappiamo però è che non contano i numeri bensì le idee, le azioni, il forte desiderio di dare una svolta o quanto meno di non stare con le mani in mano, e provarci. Vogliamo pubblicare il comunicato di adesione per far sapere le ragioni della nostra protesta e coinvolgere nelle nostre lotte per la difesa dell'ambiente e della società, tutti coloro vorranno. Ringraziando tutti i ragazzi che hanno reso questo 12 novembre un giorno speciale, riportiamo il comunicato.

Ciò che Costa Nostra vuole portare all'attenzione dei manifestanti, oltre al tema principale della giornata, è una situazione politica e sociale, legata a stretto filo all'ambiente, al territorio, alla salute e al benessere del cittadino, nonché alle tradizioni e alle diversità che rendono la Calabria e l'Italia luoghi fantastici.
 In questi pochi mesi di attività abbiamo cercato di analizzare criticamente la situazione locale circoscrivendo, per ovvi motivi logistici, l'area di studio alla nostra piccola realtà e al nostro territorio, senza però dimenticare che Curinga, Lamezia, Falerna, Pizzo e tutti gli altri paesi vicini vivono la stessa terra. 
L'errata gestione del processo depurativo, anni e anni di politica stagnante, la totale assenza di pianificazioni e progetti volti al futuro e alle nuove generazioni hanno allontanato il cittadino dalla propria terra avvicinandola inesorabilmente nelle mani di privati in cerca di profitto. Viviamo in un'area a forte rischio ambientale, una bomba a orologeria. Incurie e illeciti hanno determinato la nascita del fenomeno di "eutrofizzazione", la morte del mare, confermata dalle recenti analisi dell'arpacal. Si, è vero, le aziende dell'area industriale sono prive di allaccio alla fogna, così come molte aziende agricole e abitazioni, e non osiamo immaginare di quali altre sostanze si nutre il nostro mare, ma se vogliamo veramente risolvere il problema e non semplicemente trovare un colpevole dobbiamo capire che se tutto ciò è accaduto è anche colpa nostra, della nostra mentalità. Nessuno è esente da colpe. 
Lamentiamo inoltre l'ingerenza dell'Europa nei fatti di casa nostra; l'abbandono del locale da parte dei governi nazionale e regionale; l'inefficienza dei privati nella gestione dei beni pubblici.  
Non tutti forse sappiamo che il decreto legge n.116 del 30 maggio 2008, normativa di derivazione comunitaria, mina definitivamente qualsiasi speranza di avere un mare davvero pulito. La legge su citata recependo la direttiva europea, diminuisce in modo drastico e del tutto irragionevole i parametri secondo i quali deve definirsi balneabile o non balneabile il mare. 
Gli indicatori della balneabilità vengono ridotti da 19 a 2 (enterococchi intestinali ed escherichia coli), ma cosa ancora più grave sono esclusi dalla ricerca i metalli pesanti (arsenico, cromo esavalente, cadmio, piombo, mercurio, cianuri) oltre a nitrati, fosfati, oli minerali e antiparassitari. Pertanto, seppure oggi l’Arpacal definisce balneabile un tratto della nostra costa, non c’è da stare allegri in quanto tale definizione è basata su un’indagine del tutto incompleta ed inadeguata. Infine il nostro Governo pur dovendo accogliere la direttiva, avrebbe potuto comunque mantenere, in aggiunta a quelli oggi previsti e per una maggiore tutela della salute pubblica e ambientale, i parametri già esistenti che consentivano di definire la balneabilità di un tratto di costa con maggiore certezza e con maggiore completezza scientifica; e anche la Regione poteva evidentemente opporsi appellandosi al buon senso dei cittadini, ignari della situazione.

Anche noi diciamo MO BASTA! Noi pretendiamo la fine del commissariamento all’emergenza rifiuti perché non accettiamo la parola emergenza. In altre realtà i rifiuti sono risorse utilizzate per il bene della comunità. Pretendiamo la sovranità sulla nostra vita e crediamo più opportuno siano gli enti locali a gestire e controllare il ciclo dei rifiuti, l’acqua e la depurazione.

Abbiamo ricercato il progresso, lo sviluppo, ma dalla parte sbagliata e ancora li inseguiamo ciecamente, senza capire che è proprio questo che ci sta portando alla deriva. Ben venga il progresso, noi siamo per il progresso, ma solo a condizione che sia sostenibile e intelligente e indirizzato al  benessere di ognuno di noi e non al guadagno dei soliti noti. Esistono tante soluzioni, tante risposte e risorse proprio in casa nostra. Basta aprire gli occhi.
Un altro mo(n)do è possibile.

Costa Nostra.









lunedì 24 ottobre 2011

Consumismo genocidio delle culture


Pier Paolo Pasolini, tratto da Rinascita, 27 settembre 1974. 

                                                                                       

"Dirò subito, e l'avrete già intuito, che la mia tesi è molto più pessimistica, più acremente e dolorosamente critica di quella di Napolitano. Essa ha come tema conduttore il genocidio: ritengo cioè che la distruzione e sostituzione di valori nella società italiana di oggi porti, anche senza carneficine e fucilazioni di massa, alla soppressione di larghe zone della società stessa. Non è del resto un'affermazione totalmente eretica o eterodossa. C'è già nel Manifesto di Marx un passo che descrive con chiarezza e precisione estreme il genocidio ad opera della borghesia nei riguardi di determinati strati delle classi dominate, soprattutto non operai, ma sottoproletari o certe popolazioni coloniali. Oggi l'Italia sta vivendo in maniera drammatica per la prima volta questo fenomeno: larghi strati, che erano rimasti per così dire fuori della storia -la storia del dominio borghese e della rivoluzione borghese- hanno subito questo genocidio, ossia questa assimilazione al modo e alla qualità di vita della borghesia. Come avviene questa sostituzione di valori? Io sostengo che oggi essa avviene clandestinamente, attraverso una sorta di persuasione occulta. Mentre ai tempi di Marx era ancora la violenza esplicita, aperta, la conquista coloniale, l'imposizione violenta, oggi i modi sono molto più sottili, abili e complessi, il processo è molto più tecnicamente maturo e profondo. I nuovi valori vengono sostituiti a quelli antichi di soppiatto, forse non occorre nemmeno dichiararlo dato che i grandi discorsi ideologici sono pressoché sconosciuti alle masse (la televisione, per fare un esempio su cui tornerò, non ha certo diffuso il discorso di Cefis agli allievi dell'Accademia di Modena).
(...) Ecco l'angoscia di un uomo della mia generazione, che ha visto la guerra, i nazisti, le SS, che ne ha subito un trauma mai totalmente vinto. Quando vedo intorno a me i giovani che stanno perdendo gli antichi valori popolari e assorbono i nuovi modelli imposti dal capitalismo, rischiando così una forma di disumanità, una forma di atroce afasia, una brutale assenza di capacità critiche, una faziosa passività, ricordo che queste erano appunto le forme tipiche delle SS: e vedo così stendersi sulle nostre città l'ombra orrenda della Croce uncinata. Una visione apocalittica, certamente, la mia. Ma se accanto ad essa e all'angoscia che la produce non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare".


giovedì 6 ottobre 2011

IL MARE DI CURINGA E L'EUTROFIZZAZIONE


Da tempo avevamo denunciato, avendone il forte sospetto, che nel nostro mare fosse in atto un fenomeno detto “EUTROFIZZAZIONE”. Ebbene oggi l’ARPACAL conferma questi sospetti. Dopo attente analisi volte a fare luce sul fenomeno di anomala colorazione delle acque marine verificatosi questa estate è stata rilevata la presenza di “ microalghe Cloroficee ed alghe verdi flagellate”.
L’OCSE definisce così il fenomeno : "l’eutrofizzazione è un arricchimento delle acque dei sali nutritivi che provoca cambiamenti tipici quali l’incremento della produzione di alghe e piante acquatiche, l’impoverimento delle risorse ittiche, la generale degradazione della qualità dell’acqua ed altri effetti che ne riducono e precludono l’uso".
L’EUTROFIZZAZIONE artificiale è generata soprattutto dall’immissione di scarichi civili, agricoli, zootecnici e industriali nel corpo idrico, e dalla percolazione dei composti azotati e fosfati presenti nei concimi del suolo coltivato.
L’IPERTROFIZZAZIONE ha vari stadi di gravità, che coincidono con la formazione di alghe, ed un aumento eccessivo di biomassa algale, stadio in cui si trova il nostro mare.  Raggiunto il maggior stadio di pericolositá, se non si agisce con azioni di rispristino ed abbassamento delle sostanze nutritive, le conseguenze sono soprattutto una forte alterazione degli equilibri dell’ecosistema acquatico che portano ad una completa anossia.
Sebbene l’ARPACAL definisce non tossiche le alghe rilevate nel nostro mare vi sono aspetti  da non sottovalutare; infatti seppure le specie di alghe presenti non siano in se tossiche la loro presenza genera ulteriori fenomeni che portano alla produzione di sostanze tossiche: se la demolizione della biomassa avviene con un consumo eccessivo di ossigeno e con una velocità maggiore di quella di rigenerazione dell’ossigeno stesso, si instaura una condizione anaerobica o anossica che vede subentrare agli organismi aerobi gli organismi degradatori anaerobi, che compiono i processi di demolizione della biomassa liberando composti per lo più tossici (tra i quali l’ammoniaca e l’idrogeno solforato).  
Recenti studi sulle alghe appartenenti alla famiglia delle Alghe Dinoflagellate( che secondo l’Arpacal sarebbero presenti) hanno dimostrato che “Alcune specie hanno assunto recentemente una notevole importanza per la salute umana poiché producono tossine (neurotossine, epatotossine etc.) in grado di causare danni all'uomo ed ad altri organismi. (Autore: Marina Montresor & Ugo Sacchi).
Le conseguenze di un sistema anossico oltre a recare danni per la saluta dell’uomo (per azione di batteri anaerobi) provoca la completa moria dei pesci e della fauna bentonica,peggioramento della qualità delle acque con fenomeni di intorbidimento del fondo, di perdita di trasparenza generale e di colorimento delle acque, produzione di cattivi odori e di conseguenza danni alle attività economiche, soprattutto turistiche (limitazioni alla balneazione). 
É  necesario per prevenire un tale disastro, che le amministrazioni puibbliche prendano seri provvedimenti con strategie di prevenzione e contenimento all’eutrofizzazione, riducendo l’eccessiva immissione di sostanze nutrive in acque marini. Una strategia che richiede solo una buona gestione delle acque reflue depurate, e indagini al fine d’individuare eventuali scarichi agricoli ed industriali abusivi.

lunedì 26 settembre 2011

L'INIZIO DELLA FINE


Decreto legislativo 30 maggio 2008 n. 116: Attuazione della direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e abrogazione della direttiva 76/160/CEE.
Questa normativa di derivazione comunitaria mina definitivamente qualsiasi speranza di avere un mare davvero pulito. La legge su citata infatti, recependo la direttiva europea, diminuisce in modo drastico e del tutto irragionevole i parametri secondo i quali deve definirsi balneabile o no il mare. Gli indicatori della balneabilità vengono infatti ridotti da 19 a 2 e cosa ancora più grave vengono escluse dalla ricerca le sostanze chimiche. Pertanto, seppure oggi l’Arpacal definisce balneabile un tratto della nostra costa, non c’è da stare allegri in quanto tale definizione è basata su un’indagine del tutto incompleta ed inadeguata. Il nostro Governo pur dovendo recepire la direttiva avrebbe potuto comunque mantenere, in aggiunta a quelli oggi previsti e per una maggiore tutela della salute pubblica ed ambientale, i parametri già esistenti che consentivano di definire la balneabilità di un tratto di costa con maggiore certezza e con maggiore completezza scientifica. Per chi fosse interessato segnalo il link della previgente direttiva comunitaria 76/160/CEE  


che invece prevedeva fossero 19 le sostenze la cui assenza certificava la qualità delle acque destinate alla balneazione. Brevemente elenco alcune delle sostanze che non vengono più cercate, forse perchè innocue o divenute tali per legge: ARSENICO, CADMIO, CROMO VI, PIOMBO, MERCURIO, CIANURI, OLI MINERALI, NITRATI E FOSFATI.

COSTA NOSTRA



Costa Nostra nasce dal passato, dall’amore per la propria terra e per le proprie tradizioni. È un idea, un progetto condiviso da un gruppo di amici uniti da sogni, luoghi, usi e costumi, persone che non hanno fatto altro che aprire i propri occhi per guardare ciò che li circonda. Costa Nostra sei anche tu. 
Vuole affrontare costruttivamente e di concerto con la cittadinanza, le istituzioni e le altre associazioni, locali e non, l’annoso e quanto mai delicato problema ambientale che minaccia la costa curinghese, un territorio ormai abbandonato a sé stesso che ci appartiene di diritto. 

La spiaggia, la nostra spiaggia, è stata per lungo tempo teatro di vita, di aggregazione, solidarietà. Da oltre cento anni la popolazione si riversava lungo il litorale, trasferendosi durante i mesi estivi nelle baracche. Momenti di vita, gioia, di totale armonia tra l’uomo e l’ambiente; momenti che, ogni anno che passa, si allontanano sempre di più e che corriamo il rischio di far divenire, col tempo, un flebile ricordo. 

La nuova civiltà dei consumi, la nuova società che lentamente divora le particolarità e le tradizioni per lasciar spazio a un modello unico di sviluppo e di vita, sta trionfando. I luoghi di aggregazione di un tempo non sono più, sostituiti dai centri commerciali, dai villaggi turistici, impersonali e onnivori contenitori di consumatori, non più persone o cittadini ma una sfilza di lunghi e anonimi scontrini, invogliati a spendere la gran parte dei frutti del loro lavoro quasi inconsapevolmente. 

Stiamo perdendo più che un luogo di ritrovo, stiamo perdendo una parte di noi. Anche noi abbiamo le nostre responsabilità non v’è alcun dubbio ed è per non dimenticare una pagina importante della nostra storia, per non dimenticare ciò che siamo che nasce Costa Nostra. 

E’ troppo tardi per essere pessimisti. Noi crediamo che la gente non è il mestiere che fa o i vestiti che indossa, la roba che possiede bensì ciò che porta dentro. Per noi conta la vita per quella che è… il rispetto verso il prossimo e verso la natura, i momenti semplici, la condivisione… È troppo tardi per essere pessimisti. Ora abbiamo una scelta da fare: lottare o arrendersi al nuovo che avanza prorompente e senza rispetto per l’ambiente. Indignarsi o omologarsi….Ora tocca a noi!!!!